venerdì 29 febbraio 2008

Domani ore 18:00 Banchetto in Piazza Duomo

Il movimento giovanile di La Destra-Fiamma Tricolore sarà presente domani pomeriggio in piazza Duomo a partire dalle ore 18:00. “Siamo pronti ad iniziare la raccolta delle firme per la presentazione di una legge popolare a favore del MUTUO SOCIALE – dichiara Claudia Pagliariccio portavoce provinciale del movimento giovanile – che presenteremo, sotto forma di ordine del giorno, al Comune e poi alla Regione Abruzzo. Verrà inoltre distribuito il materiale informativo che illustra l’intero progetto nel dettaglio, dal funzionamento di quello che sarà IRMS (Istituto Regionale per il Mutuo Sociale) ai requisiti previsti per la richiesta del mutuo sociale. Attiveremo inoltre uno sportello informativo presso il quale tutti i cittadini potranno rivolgersi durante la settimana.
Qualcuno vuole farci credere che il problema del diritto alla proprietà della casa “non esiste”? Eppure sono tante le famiglie che stanno pagando mutui per 700 Euro mensili per oltre 15 anni! Queste famiglie sono davvero proprietarie? La verità è che esse stentano a pagare gli interessi di un usura legalmente riconosciuta, con il rischio continuo di perdere l’abitazione in cui vivono.”

martedì 26 febbraio 2008

La Destra e il DIRITTO DI PROPRIETA' della casa

Il diritto alla Proprietà di una casa torna prepotentemente ad occupare lo spazio sociale d’azione dei giovani di La Destra – Fiamma Tricolore che lanceranno una serie di iniziative a sostegno dello stesso. “Si partirà con una raccolta di firme – annuncia Claudia Pagliariccio Portavoce Provinciale del movimento giovanile di La Destra - necessaria per imporre la Legge Popolare a livello regionale. In altre parole ciò che chiediamo è la creazione di un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d’uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del MUTUO SOCIALE: ovvero una rata di mutuo senza interesse, che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che verrà sospesa in caso di disoccupazione non volontaria e non dolosa, una rata che non è elevata perché non passa attraverso le banche”. “Grazie alla costituzione dell’IRMS – istituto regionale per il mutuo sociale – le case costruite potranno essere vendute al reale prezzo di costo, calcolando esclusivamente materiali edili e manodopera. Il prezzo finale per una casa di 100m2 costruita a queste condizioni è di 80.000 Euro!”.

lunedì 25 febbraio 2008

Ancora sui tagli alle Università. Ecco cosa pubblica il Messaggero del 21 febbraio

ROMA – C’è chi rischia “sanzioni” e perfino il “commissariamento” se non farà piani di rientro per risanare i conti. Venti Atenei sono sull’orlo del “dissesto finanziario” con bilanci ballerini e sempre più in rosso. Non sono i soli. Qualche altro è sulla stessa strada con “conseguenze devastanti per la ricerca”. “E’ proprio sulla ricerca che tagliamo, le altre spese, tra stipendi e scosti di funzionamento, sono incomprimibili”. A parlare è Alessandro Finazzi Agrò, rettore di Tor Vergata, una delle Università in buona salute. “La follia – continua il rettore – è che il 90% dei Finanziamenti ordinari serve a coprire gli stipendi, con il 10% che resta dovremmo fare tutto, dagli appalti per le pulizie al riscaldamento, alle manutenzioni degli edifici, alla ricerca. Stretti tra l’incudine e il martello molti Atenei ammorbidiscono i bilanci per raggiungere il pareggio imposto dalla legge. Un’imposizione che è una vera istigazione a delinquere. Il risanamento va fatto in altro modo. E’ amaro dirlo, ma tra ritardi storici e esiguità dei fondi, se non avessimo i soldi americani e europei, e se non ci fossero gli introiti delle commesse dei privati, la ricerca sarebbe già morta”. Siena per gli stipendi ha speso il 101,1% del Finanziamento ordinario (Ffo); Firenze il 99,4%; Napoli, seconda università, 98,8%; Pisa, 96,9%; Bari, 95,8%; Messina, 91%; sono alcuni degli atenei con la maglia nera per aver superato il tetto di spesa. Di contro ci sono una ventina di atenei virtuosi che per la prima volta avrebbero meritato gli “incentivi” promessi dal Patto per l’università dello scorso Agosto, siglato tra i vertici accademici e il governo. Ma le risorse sono state annullate ed il Patto è stato tradito (i fondi sono stati usati per tamponare la vertenza dei trasportatori). Ora i “creditori” fanno parte di una lista pubblicata dal Ministero dell’Economia ma non sanno se e quando vedranno i sospirati stanziamenti aggiuntivi. “Si tratta di università meritevoli – spiega ancora Finazzi Agrò – sottofinanziate in rapporto a strutture e servizi”. L’Università degli Studi di Torino guida la classifica del merito, dovrebbe incassare 39,88 milioni di euro. Segue il Politecnico di Milano, che vanta 36,55 milioni di euro; al terzo posto Tor Vergata (unica tra le università romane), che dovrebbe avere 32,76 milioni di euro. C’è anche Bologna, con 26,08 milioni di euro. Ma la lista ne comprende altre, come riporta il grafico di destra:
















Intanto per i Consigli di Amministrazione delle 77 università italiane è sempre più difficile chiudere in pareggio. “La Sapienza negli ultimi 5 anni ha perso 200 milioni di euro – sostiene il rettore Renato Guarini – per colpa dei tagli e per i criteri di suddivisione dei fondi, gli stessi che valgono per le piccole università. Come chiuderemo il bilancio? Abbiamo un disavanzo di 30 milioni di euro ma ricorreremo a un “pareggio tecnico” essendo creditori di 137 milioni di euro che l’Umberto I, della vecchia gestione, ancora ci deve”. Per rimettere in sesto le casse universitarie e colmare il “buco” che si è spalancato negli ultimi anni si calcola che occorra un miliardo di euro. La stima è di Guido Trombetti, presidente della Conferenza dei Rettori. Il grido di dolore tuttavia non servirà a ridare ossigeno, soprattutto per i piccoli atenei è quasi impossibile sostenere le spese, crescenti a fronte di finanziamenti statali insufficienti.
“ Il problema vero non sono le risorse – afferma Roberto Perotti della Bocconi di Milano – molte università sono dissestate non solo finanziariamente ma accademicamente, se venissero chiuse ne guadagneremmo tutti, perché il male non curabile con una iniezione di fondi. Tanti disastri sono avvenuti per colpa della colonizzazione di intere famiglie. Mussi si è speso con una valanga di parole ma non ha risolto niente. Ci vorrebbe un intervento drastico e non i brodini caldi degli ultimi 50 anni”. Intanto sui CDA incombe la scadenza di Marzo. Tra pochi giorni gli Atenei depositeranno i conti a consuntivo (in dicembre hanno presentato i bilanci previsionali). E sarà il momento della verità. La legge impone almeno il pareggio. Però il disavanzo aumenta. E non bastano più le ardite manovre per registrare introiti da vendite immobiliari (talvolta fittizie altre vere). Secondo il Ministero di Padoa Schioppa sono una ventina gli Atenei a rischio. Nel libro sulla “Spesa Pubblica” il Ministero individua le università “sprecone”, che hanno sforato i tetti di spesa, e quelle “virtuose”, che non hanno gestito solo con oculatezza le risorse, ma che presumibilmente hanno attirato fondi da sponsor esterni. Dice con un sorriso Ezio Pelizzetti, rettore della Statale di Torino: “vero, siamo creditori di oltre quaranta milioni di euro. Ma la distribuzione premiale è rimasta nel cassetto. Non speravamo di ricevere tanti soldi in un colpo solo, in ogni caso l’adeguamento l’aspettavamo in non più tre anni. Il sistema aveva bisogno di un segnale così, invece…ancora una volta è tutto sfumato e se si lavora bene o male non fa differenza”. Ma come ha fatto la Statale di Torino a raggiungere buoni risultati? “gli incentivi, basati su criteri valutativi, potevano creare competizione, purtroppo si è bloccato tutto. Però noi, già nel 2002, abbiamo varato un piano che si concluderà nel 2012 per ottimizzare la gestione. Abbiamo inoltre svecchiato il corpo docente con quasi 700 concorsi per giovani ricercatori in sette anni, senza per questo disperdere le competenze degli anziani”. Anche Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano, ha il vanto di governare un ateneo al top. “E’ frustrante , non ricevere il riconoscimento, siamo a servizio del Paese, con quei soldi avremmo potuto realizzare cose importanti, non dimentichiamo che la competizione internazionale è sempre più aggressiva. E poi ci lamentiamo della fuga dei cervelli, un sistema sottofinanziato è pericoloso, rischiamo di perdere ancora terreno. Il merito è calpestato, ai miei studenti consiglio di andare all’estero. In che modo abbiamo ottenuto buoni risultati? L’ho spiegato al rettore di Zurigo che ha finanziamenti otto volte superiori ai nostri. I “miracoli” li facciamo lavorando il doppio, anche se siamo pagati la metà”.
E gli atenei meno virtuosi? Il Ministero dell’Economia li mette ai raggi X: “Per anni le università hanno preferito spendere risorse per garantire la progressione di carriera dei docenti” . Però il ministero ammette che “l’incidenza della spesa per l’università sul PIL è ai valori minimi rispetto ai Paesi Ocse, con l’aggravante di un tasso di crescita fra i bassi in assoluto”. Altro dato emblematico è il costo per studente, da noi largamente inferiore a quello dei Paesi con i quali siamo in competizione: a parità di potere d’acquisto la nostra spesa è di soli 5.658 dollari contro la media Ue di 6.962 e una media Ocse di 8.093. A ciò si aggiunge la discontinuità dei finanziamenti pubblici e in “parte l’uso disinvolto – continua il Ministero – dell’autonomia universitaria”. Sotto accusa stavolta finiscono i concorsi e la pletora delle lauree.


LEGGI LA RASSEGNA STAMPA: clicca sul link http://pacs.unica.it/rassegna/rassegna022408b.txt

giovedì 7 febbraio 2008

Immotamanet

Rispediamo al mittente la richiesta di apertura un nuovo corso di laurea con materie proprie della facoltà di Ingegneria.” Questo l’appello rivolto dal portavoce provinciale del movimento giovanile di La Destra Claudia Pagliariccio a tutti gli aquilani. “Il rispetto innanzi tutto dei patti precedentemente presi dovrebbe essere segno di coerenza, impegno e collaborazione al fine di far crescere non questo o quell’ateneo in particolare, ma il prestigio dell’università a livello regionale. Se sommiamo a tale dato, come il proliferare di corsi stia già rovinando la qualità dei servizi offerti agli studenti, risulta lampante il danno che potrebbe provocare addirittura un doppione. Non di meno vanno trascurate le ripercussioni economiche che ciò comporterebbe alla nostra città che ricordiamo vanta, solo per la facoltà di ingegneria, più di 5000 iscritti. Il suggerimento che mi sento di dare al magnifico Rettore dell’ateneo di chieti, Franco Cuccurullo, è quello di concentrare le poche risorse a disposizione, visti i tagli al FFO, nel miglioramento delle già esistenti Facoltà mirando a raggiungere l’eccellenza con esse”.

Tagli Tagli Tagli




“Preso atto dei tagli previsti ai servizi universitari presenti nel bilancio di previsione 2008 votato il 13 dicembre scorso in Consiglio di Amministrazione. Ebbene in base ad esso è emersa la tragica situazione in cui vertono le risorse finanziarie dell’Ateneo Aquilano basate in gran parte sulla speranza di nuovi fondi che non arriveranno. Basti pensare che per alcune voci di spesa, la previsione è stata fatta fino a metà anno, come se un anno durasse sei o sette mesi…” L’indignazione del movimento giovanile di La Destra è rivolta sì alle voci riguardanti:
Il taglio del 95% dei fondi richiesti dall’Ufficio Relazioni Internazionali per le convenzioni bilaterali di didattica/ricerca con Università estere relativamente alle attività programmate nel 2008. Il che significa ADDIO ERASMUS…
La riduzione del 61,1% degli investimenti per le Biblioteche: per l’intero sistema bibliotecario di Ateneo, saranno disponibili € 550.000, a fronte di esigenze per 1.4 milioni di euro!
La riduzione del 14,7 % degli investimenti in impianti, Attrezzature e laboratori
La riduzione del 28,8 % degli investimenti per la ricerca scientifica.
La riduzione degli interventi a favore dei disabili ex L.104/92, per € 193.000 ma anche e soprattutto alla sconcertante scoperta del fatto che – a giudicare dal voto – tutto ciò sia avvenuto nell’indifferenza della maggior parte dei Presidi di Facoltà e dei Direttori di Dipartimento, e con l’incredibile favore della rappresentanza studentesca.
Il neonato movimento giovanile di La Destra ha effettuato nella giornata di lunedì un volantinaggio in tutte le Facoltà dell’Ateneo Aquilano per informare gli studenti dell’accaduto e promuove contemporaneamente la nascita di un comitato per la tutela degli interessi degli studenti, penalizzati dai tagli suddetti, invitando chiunque voglia aderire a mandare un’email all’indirizzo ladestra.movimentogiovanileaq@yahoo.it.

LA DESTRA RINCARA LA DOSE


Siamo stati accusati dal centro sinistra sul messaggero del 25/01/2008, di aver generato un allarmismo diffuso nella popolazione abruzzese con le dichiarazioni rilasciate il 24/01/2008 dinanzi al palazzo della regione, durante la manifestazione di protesta per la folle decisione del presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco che, d’imperio e senza rispetto delle istituzioni, sceglie di far pervenire nelle nostre discariche 15000 tonnellate di rifiuti campani. Per screditare le nostre dichiarazioni siamo stati accusati di aver strumentalizzato il tema dell’emergenza con fini politici, solo perchè abbiamo denunciato il rischio reale per l’incolumità dei cittadini abruzzesi, determinato dalla non conoscenza della tipologia dei rifiuti che stanno arrivando nelle nostre discariche e perchè abbiamo evidenziato il rischio per l’aumento dei costi che si dovranno sostenere. Ma ad oggi dopo un tira e molla di dichiarazioni, successivamente smentite e poi di nuovo confermate, ci troviamo di fronte alle parole del dirigente Franco Gerardini che, come fece il 09/01/2008, per poi ritrattare subito dopo, afferma definitivamente che la situazione in cui la regione Abruzzo si e’ ritrovata sarà tra non molto pari a quella campana. Allora ci chiediamo dov’e’ finita la nostra strumentalizzazione? dove sono finiti i fini politici, quando loro stessi, spiazzati dalla nostra presa di posizione, oggi condividono la medesima preoccupazione per l’emergenza rifiuti da noi anticipata? A questo punto e’ opportuno evidenziare che i veri interessi politici, nel ridimensionare la gravita’ dei fatti accaduti e dei danni presenti e futuri che dovremo affrontare, sono di chi dapprima come dirigente di settore, ligio al dovere, evidenzia la pericolosità di una scelta così azzardata, ma che poi, forse a causa di pressioni politiche, smentisce le proprie dichiarazioni, per poi denunciare nuovamente il destino ormai segnato dell’Abruzzo, prendendo atto dell’impossibilita’ di nascondere l’evidenza dei fatti. Sarebbe scontato dire “ ve lo avevamo detto “ e non ci interessa avere il riconoscimento per essere stati i primi a scendere in campo, o meglio in piazza, per denunciare le vostre malefatte, a ragion veduta e nell’interesse della collettività, senza fini e senza inganni, ma quello che ci teniamo a ribadire è che come uomini politici, ma ancor prima come cittadini abruzzesi, avete il dovere e la responsabilità di curare gli interessi non di partito ma della collettività.L’onestà ideologica è alla base di ogni vertice sociale e non c’è appartenenza politica che tenga quando il prezzo da pagare è l’incolumità dei propri cittadini.


Emanuela Di Giacinto Portavoce Prov.le di Teramo

La Destra Abruzzese su Aquila TV


Continuano le manifestazione di protesta nei confronti della Giunta Regionale per quanto riguarda il problema rifiuti. Nessuno ha ancora smentito quanto La Destra di Teramo ha dichiarato oggi ad Aquilatv (http://www.aquilatv.it/video/ladestrarifiuti-24-01-2008.asp): accettare di accogliere in Abruzzo 15.000 ton. di spazzatura campana porterà alla riapertura di alcune discariche, tra cui la Cona a L'Aquila. E' una fonte politica, quindi andrebbe quanto meno smentita o confermata dalle autorità preposte all'ambiente. O dalla ASM, almeno.

ABRUZZO 2008 E IL SUO TRISTE DESTINO




Nel 2008 l’Abruzzo si troverà ad affrontare la medesima emergenza che da anni attanaglia la Campania e, che ora più che mai, ha destato la massima attenzione Nazionale e non.Un grazie di cuore per tutto questo va alla Giunta Regionale Campana che con soli 8 miliardi di euro, nel corso di questi anni non è riuscita a sanare questo dramma annunciato. Ma veniamo a noi, a ciò che purtroppo si sta profilando per la nostra Regione.La situazione è drammatica, inaccettabile e vergognosa, e se non si correrà subito ai ripari per salvare il salvabile, lo sarà ancor di più nel prossimo futuro, e per futuro si intende tra non più di sei mesi. Il nostro caro Presidente della Giunta Regionale, Ottaviano Del Turco , in barba alle leggi Nazionali che regolano il trattamento dei rifiuti e le decisioni relative allo smaltimento degli stessi, che spettano ai Sindaci, come ben sapete, ha illegittimamente autorizzato lo smaltimento di 15.000 tonnellate di rifiuti campani nelle nostre discariche. Tutto questo quando solo il 09/01/2008 il Dott. Franco Gerardini, dirigente del servizio gestione rifiuti dell’assessorato all’ambiente, dichiarava che per la situazione nella quale vertono le discariche abruzzesi, non si poteva accettare nemmeno un chilo di rifiuti da altre regioni, perché calcolando le volumetrie residue nelle discariche attive sul territorio, saremmo entrati in emergenza nel giro di un anno. E qui c’è il colpo di scena, quando forse ricevute pressioni dall’alto, queste dichiarazioni vengono smentite e ritrattate per giustificare decisioni azzardate e deleterie ma indiscusse e indiscutibili che si giustificherebbero con gli introiti che rientrerebbero nelle nostre casse, sanando così il deficit regionale a beneficio della collettività.Ma quale beneficio, forse quello individuale delle discariche di privati e non regionali, che ovviamente hanno tutto l’interesse, e parlo di quello economico, ad accettare questa mole di rifiuti che ovviamente per loro rappresentano un introito?Forse il beneficio che ne trarrà il nostro caro Presidente Del Turco che sta barattando l’incolumità degli abruzzesi con questi favori ai compagni di partito per meritarsi la benevolenza e soprattutto l’approvazione di un bilancio regionale vuoto e nullo? Si signori questo è il fulcro, questa è la sola ragione di ogni cosa, questa è la verità celata nelle mendaci giustificazioni dateci per le motivazioni che hanno spinto Del Turco a questo gesto inconsulto.La vera chiave di lettura è solo questa, non sono i benefici economici di cui godrà la nostra Regione per il pagamento dei rifiuti partenopei, anche perché non dimentichiamoci che quelli che nel 2004 furono accettati dalla Giunta Pace, che tra l’altro erano solo 500 tonnellate, ad oggi non ci sono stati ancora pagati. Un altro aspetto da evidenziare è che le province de l’Aquila e di Teramo sono già da tempo in emergenza per lo smaltimento dei loro rifiuti, tant’è che sono costrette a ricorrere alle discariche di Pescara e di Chieti, con un aggravio sui costi per il trasporto dovendo percorrere tragitti più lunghi. Ad oggi, dopo tutte le proteste e le manifestazioni fatte, sempre la nostra cara Giunta Regionale autorizza l’apertura di nuove discariche e i progetti di adeguamento per quelle già attive sul territorio cercando di recuperare le volumetrie residue, il tutto dovendo affrontare spese inimmaginabili pur di rimediare al danno oramai creatosi con i rifiuti campani.Sia ben chiaro che noi non abbiamo nessun problema o alcuna ostilità con i nostri vicini di casa e ci stringiamo a loro in questo caos sociale, ambientale, sanitario ed umano che stanno vivendo, ma non vogliamo fare la loro stessa fine dicendo basta a questo trasporto di colera, ne’ tanto meno vogliamo pagare di tasca nostra colpe altrui e danni causati da cattive Amministrazioni.Quanto detto non esaurisce le problematiche nate e nasciture relative ai rifiuti campani, purtroppo ci sono altri danni collaterali, terribilmente reali e rischiosi che non devono e non possono essere trascurati. Mi riferisco all’incolumità di noi abruzzesi anche dal punto di vista sanitario, con ciò non vogliamo creare degli allarmismi ma esaminare gli aspetti tecnici relativi ai rifiuti stessi.Stiamo importando rifiuti indifferenziati che come tali non possono essere riconducibili a quelli solidi-urbani, ma che per l’avanzato stato di fermentazione in cui versano sono riconducibili rifiuti speciali con un alto grado di pericolosità, perché non essendo trattati diventano possibili vettori per le infezioni. Ecco perché parliamo di colera. Senza considerare il fatto che non essendo catalogati e potendo contenere qualsiasi cosa all’interno, come batterie esaurite, medicinali scaduti ecc.ecc., questo fa’si che la pericolosità di questi componenti li faccia identificare come tossici e nocivi ed anche se la presenza di questi elementi è minima rispetto alla massa, quest’ultima viene ugualmente contaminata e quindi classificata come rifiuto tossico e nocivo che andrebbe trattato, stoccato e smaltito in apposite discariche per rifiuti pericolosi. Questo è quanto prevede la normativa Nazionale per lo smaltimento dei rifiuti, ogni cosa dichiarata ed evidenziata può essere comprovata, ma a quanto pare queste problematiche non sembrano interessare l’attuale Giunta Regionale che mettendo a repentaglio la nostra incolumità adotta strategie politiche fine a se’ stesse, pericolose e dannose.



Emanuela Di Giacinto Portavoce Prov.le di Teramo

L'Abruzzo manifesta a L'Aquila


Giovedì 24 gennaio i giovani abruzzesi della Destra organizzeranno una manifestazione davanti alla sede della Regione a L’Aquila; l’obiettivo è ricordare al governo Del Turco che la gestione dell’immondizia campana non sta passando inosservata agli occhi degli abruzzesi, e la Destra contesterà in ogni sede opportuna la svendita del territorio per gli interessi politici del centro-sinistra.
L’appuntamento è per le ore 12:00 davanti la sede della Regione a L’Aquila, presso Palazzo Centi in Piazza Santa Giusta n. 20.Per informazioni si può chiamare Claudia al 328/5863354

Non sei potuto venire da noi, noi veniamo da te


«Non sei potuto venire da noi, noi veniamo da te». Questo lo striscione esposto in Piazza San Pietro dai giovani appartenenti a Gioventù Italiana, movimento legato a La Destra. «Veniamo dall'Abruzzo - spiega Stefano Savoca - e vogliamo testimoniare la nostra solidarietà al Papa rispondendo all'invito lanciato da Ruini. Oggi non esporremo i simboli del partito perchè vogliamo ribadire il nostro sostegno al Santo Padre prima di tutto come ragazzi di fede». Presenti a Roma le delegazioni di tutte le province Abruzzesi, guidate dai rispettivi portavoce provinciali del movinto giovanile:L’Aquila Claudia Pagliariccio, Teramo Emanuela Di Giacinto, Chieti-Pescara Gioele Iezzi e Vincenzo di Battista (coordinatore regionale). Il partito ha risposto all’invito dei ragazzi con una delegazione guidata da Luigi D’Eramo, portavoce provinciale di L’Aquila

La Destra Abruzzese in Piazza S. Pietro


Il Nucleo Abruzzese di “Gioventù Italiana” sarà presente domenica prossima a Roma, in Piazza San Pietro, per esprimere la propria solidarietà al Papa nel corso dell’Angelus. Il movimento giovanile della Destra non esporrà alcun proprio simbolo per non strumentalizzare la legittima protesta di tanti italiani contro la censura laicista; sarà aperto uno striscione che sintetizzerà i valori nei quali la Nazione Italiana si è fondata, ed oggi sono attaccati da chi parla di libertà e diritti solo quando fa comodo alla propria visione ideologica. .L'appuntamento è alle otto in piazza S. Pietro per prendere posto. Per qualsiasi informazione chiamare Claudia al 328-5863354