Il nucleo Abruzzese di Gioventù Italiana parteciperà venerdì 8 Agosto alla manifestazione nazionale indetta a Roma per dire NO alle Olimpiadi di Pechino.
“Oltre alle petizioni on-line, lanciate nelle scorse settimane, vogliamo dare un segno tangibile della nostra presenza a sostegno del popolo tibetano richiamando a Roma centinaia di giovani – ad affermarlo è Stefano Savoca, vice-portavoce regionale del movimento giovanile di La Destra che fa capo a Francesco Storace e a Teodoro Buontempo - Non guardare in tv le Olimpiadi significherà disapprovare la quotidiana violazione di diritti umani perpetrata ai danni di questo popolo, come di tutti i popoli oppressi. Srotoleremo uno striscione provocatorio nella Capitale l’8 Agosto, giornata inaugurale dei Giochi, per dimostrare quanto teniamo a questa battaglia di libertà. Tutti abbiamo nella mente – conclude Savoca - le orribili scene di massacri e repressioni messe in atto dal Regime Comunista Cinese nei confronti dei monaci tibetani, “colpevoli” di volersi ribellare ad un regime dispotico che nega il più elementare diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Il Tibet vuole la sua indipendenza, la Cina gliela nega con la forza, attraverso la violazione sistematica dei diritti umani. Forse chiedere che i Giochi fossero stati “dirottati” ad un altro Paese sarebbe stato inutile ed anche banale ma crediamo sia doveroso almeno in occasione di questa importante manifestazione ricordare le numerose vittime di quei massacri verso cui il mondo ha assistito inerme”.
link al capoluogo: www.ilcapoluogo.it/news.php?extend.16774
“Oltre alle petizioni on-line, lanciate nelle scorse settimane, vogliamo dare un segno tangibile della nostra presenza a sostegno del popolo tibetano richiamando a Roma centinaia di giovani – ad affermarlo è Stefano Savoca, vice-portavoce regionale del movimento giovanile di La Destra che fa capo a Francesco Storace e a Teodoro Buontempo - Non guardare in tv le Olimpiadi significherà disapprovare la quotidiana violazione di diritti umani perpetrata ai danni di questo popolo, come di tutti i popoli oppressi. Srotoleremo uno striscione provocatorio nella Capitale l’8 Agosto, giornata inaugurale dei Giochi, per dimostrare quanto teniamo a questa battaglia di libertà. Tutti abbiamo nella mente – conclude Savoca - le orribili scene di massacri e repressioni messe in atto dal Regime Comunista Cinese nei confronti dei monaci tibetani, “colpevoli” di volersi ribellare ad un regime dispotico che nega il più elementare diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Il Tibet vuole la sua indipendenza, la Cina gliela nega con la forza, attraverso la violazione sistematica dei diritti umani. Forse chiedere che i Giochi fossero stati “dirottati” ad un altro Paese sarebbe stato inutile ed anche banale ma crediamo sia doveroso almeno in occasione di questa importante manifestazione ricordare le numerose vittime di quei massacri verso cui il mondo ha assistito inerme”.
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